Archivio | gennaio, 2009

Finestre rotte a Groningen

La “teoria delle finestre rotte“, a quanto pare, ha trovato delle conferme in una ricerca condotta all’Università di Groningen e pubblicata su “Science” (il paper si intitola “Il contagio del disordine“).
I ricercatori hanno ideato una batteria di esperimenti volti a rilevare se e come il comportamento delle persone cambi a seconda dell’ambiente i cui si trovano.

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La leadership secondo Barak Obama [2]

Le analisi sullo stile di leadership espresso da Barak Obama in questo periodo, naturalmente, si sprecano.
Ne ho parlato anche in questo post sul suo discorso di insediamento.
Del resto, il personaggio sicuramente merita attenzione.
John Baldoni, in questo articolo sul suo blog per Harvard Business Pubblishing, propone le sue idee.

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Ancora sui buoni propositi

Chi, all’inizio dell’anno, non ha stilato la sua lista dei buoni propositi per il 2009 scagli la prima pietra.
Oggi, 28 gennaio, quanti di questi propositi sono sopravvissuti, per quanti si può registrare almeno un passo avanti?
Nel 1998 Elizabeth Miller e Alan Marlatt della University of Washington hanno condotto una ricerca per indagare quali sono i fattori che determinano una maggiore probabilità di soddisfare i buoni propositi e raggiungere gli obiettivi.

Hanno scoperto che le persone che mettono in campo un costante processo di revisione dei loro progressi e trovano il modo di superare gli ostacoli hanno più possibilità di farcela.

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Guerre in ufficio

Quello dei conflitti tra colleghi dovuti a personalità difficilmente compatibili è un tema vasto, che incide pesantemente sulla qualità del lavoro ed il clima dei team.
Judith Sills ne parla su Psychology Today, in questo articolo.
Sarebbe bello, dice, se le persone nascessero con un loro libretto delle istruzioni, in cui leggere quale sia il modo migliore per stabilire con loro una relazione costruttiva.
Purtroppo (o per fortuna, aggiungo io) non è così, anche se qualcuno ha tentato di surrogare questa mancanza.

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Bush e il linguaggio della politica

Semplificando molto, ci sono due prospettive da cui possiamo osservare i comportamenti e le decisioni: una prospettiva che potremmo definire “disposizionista” (da dispositionism), che punta l’attenzione sui fattori genetici, sull’indole (ragioni intrinseche) che determinano il comportamento, ed una prospettiva “situazionista” (da situationism), che invece punta l’attenzione sull’ambiente e le situazioni esterne che influenzano il modo di agire e di decidere.
Nel primo caso, quindi, le determinanti delle azioni sono interne alla persona, nel secondo caso esterne.

The situationist (il nome non lascia spazio ad ambiguità) è schierato dalla parte di coloro che ritengono i fattori ambientali e “situazionali” determinanti.
In questo articolo, analizza la comunicazione di George W. Bush.

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Strategie di decision making

Nel libro “Decidere e negoziare. Concetti e strumenti per l’azione manageriale” di Marco Mariani, ho trovato una bella sintesi delle principali strategie di decision making.
In un articolo di qualche giorno fa ho trattato delle principali logiche di decision making (la logica della conseguenza e la logica dell’appropriatezza)
Qui, invece, si tratta di classificare l’approccio all’elaborazione delle informazioni, alla definizione dei problemi e degli obiettivi, alla ricerca delle alternative e alla loro valutazione e, infine, alla scelta tra le alternative presenti e all’apprendimento che ne deriva.

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Self-promotion

Daisy Wademan Dowling su Conversation Starter di Harvard Business Publishing lancia una provocazione interessante, in un breve articolo.
Il titolo: ”Come vendere te stesso quando il tuo lavoro è a rischio“.

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MBA ai tempi della crisi

A quanto pare, quello degli MBA (specie full-time) è un mercato anticiclico.
Questi tempi di crisi, infatti, hanno prodotto un boom nelle iscrizioni agli MBA per tutte le maggiori business school italiane (SDA-Bocconi, MIP, Luiss, MIB), ma anche straniere.
Meglio passare questi mesi, quindi, dentro ad un’aula a costruire competenze e curriculum, piuttosto che dietro ad una scrivania e “sul campo”.
In realtà, la crescita delle iscrizioni agli MBA (sostiene Il Mondo) nei tempi di crisi è un dato storico: il mercato del lavoro diventa meno attrattivo, e, quindi, chi se lo può permettere pensa alla propria formazione, in attesa che il vento cambi (si spera in meglio).

Logiche di decision making

Un breve basic sulle due possibili logiche sulle quali si basa un processo decisionale, e sugli elementi che entrano in gioco:

  1. La logica della conseguenza
  2. La logica dell’appropriatezza

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I migliori libri di management del 2008

Richard Patcher, sul Miami Herald, elenca i dieci migliori libri sul management pubblicati nell’anno appena terminato.
Suggerimenti di lettura, dunque, ma anche spunti per editori italiani a caccia di bestsellers da tradurre.

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