A proposito di propositi…
… ecco i miei per questo blog.
Sui buoni propositi ho già scritto qualcosa tempo fa.
Diciamo che, anche questa, è una forma di “socializzazione dell’obiettivo“.
… ecco i miei per questo blog.
Sui buoni propositi ho già scritto qualcosa tempo fa.
Diciamo che, anche questa, è una forma di “socializzazione dell’obiettivo“.
Il passaggio da “persona che sa fare bene il proprio lavoro” a “manager che sa coordinare e organizzare il lavoro altrui” è una di quelle transizioni che mietono vittime.
Su Harvard Management Update, in una conversazione con Linda A. Hill, ci si chiede che cosa può fare il capo di una persona che sta vivendo questa transizione per aiutarla a superarne le inevitabili criticità.
Qualche tempo fa, un amico mi ha segnalato un programma di Radio3: Castelli in aria, condotto da Edoardo Lombardi Vallauri.
Ne ho scaricate alcune puntate: hanno reso meno noiosi i viaggi degli ultimi giorni di dicembre.
In una di queste puntate veniva trattato il tema “Dire senza dire. La pubblicità e la presupposizione linguistica“.
Lombardi Vallauri ha spiegato alcuni stratagemmi utilizzati dalla pubblicità per lanciare un messaggio in maniera implicita.
Il concetto base del ragionamento è che se si sposta l’attenzione dell’interlocutore su un elemento in realtà secondario, è meno probabile che si ricevano obiezioni sul messaggio che sta a cuore trasmettere.
Sul numero in edicola di HBR Italia, Sergio Marchionne, CEO di Fiat, racconta come ha cambiato il destino dell’azienda di Torino.
L’articolo è stato preparato durante una conversazione tra Marchionne, Enrico Sassoon e Davi Champion, a maggio del 2008.
Per questo, immagino, non vi è cenno al momento di crisi che il settore (e Fiat con esso) sta attraversando in questi mesi.
Due cose mi hanno colpito: il linguaggio con cui è scritto l’articolo e l’essenzialità delle idee.
Presente su vari siti e su alcuni libri (questa versione la trovate qui), questa storia zen mi pare un bell’auspicio per tutti gli avventori di questo blog.
Tanzan, un vecchio monaco, e il suo studente, Ekido, percorrevano insieme una strada fangosa. Lungo il cammino si travarono di fronte un ruscello, e videro in piedi sulla riva, esitante, una bellissima giovane giapponese, che indossava kimono e fusciacca.
Tanzan disse alla giovane: “Vieni, lascia che ti aiuti ad attraversare” e, senza aggiungere altro, la sollevò, se la caricò sulle spalle e la portò dall’altra parte del ruscello. Quando raggiunse la riva, depose la goivane con molta delicatezza. Lei lo ringraziò e il vecchio riprese il cammino.
Ekido, lo studente, si infuriò per il comportamento scandaloso del suo cosiddetto maestro, e riuscì a ritrovare la parola solo molto più tardi, a sera.
Quando proprio non ce la fece più, sbottò: “Tanzan, sai bene che a noi monaci è vietato toccare le donne. Ma cosa ti è venuto in mente? Insomma, caricarti quella ragazza sulle spalle e portarla sull’altra riva del fiume!“
Tanzan sorrise del pudore offeso del suo studente e disse con calma: “Io ho posato la ragazza sull’altra riva del fiume. E tu perché te la porti ancora dietro?“
Buon Natale a tutti!
Anche quest’anno (di quella del 2008 ho dato conto qui) ecco arrivare la classifica (redatta da Great Place to Work) dei migliori ambienti dove lavorare.
Su Il mondo in edicola un articolo ampio è dedicato alla classifica ed ai criteri con cui è stilata.
Su The Boston Globe, un articolo piuttosto interessante getta una luce diversa sull’elezione di Barak Obama.
Secondo Jonah Lehrer, il 4 novembre scorso, non si sono confrontati soltanto due partiti, due ideologie, due visioni del mondo, ma anche due modi diversi di affrontare il processo di decision making.
Oggi ho aggiunto un nuovo modo per rimanere in contatto e seguire i contenuti del blog: la newsletter.
Periodicamente (da gennaio) invierò a tutti gli iscritti una mail con i nuovi articoli pubblicati e tutti i nuovi temi trattati sul blog.
Alcuni giorni fa, durante un follow-up formativo, un manager competente ed esperto mi ha chiesto:
Ma se tu dovessi fare un ritratto di un manager che sia in grado di muoversi bene nei tempi che ci aspettano, su quali caratteristiche punteresti?
La domanda mi ha spiazzato: non ci avevo mai pensato.
Ho scritto qualcosa di simile per un formatore, ma per un manager, mai.