Archivio | novembre, 2008

Macro e micro-culture aziendali

Sul numero 75 di For – Rivista per la Formazione, in un articoletto interessante Massimo Bruscaglioni si pone alcune domande:

  • Perché i valori (e le competenze distintive, i modelli di leadership, la mission, la vision), nonostante siano esplicitamente definiti e diffusi capillarmente, sono così poco pregnanti?
  • Perché incidono così poco nella realtà e nella percezione delle persone?
  • Perché non riescono a pervadere il quotidiano, l’agire concreto delle persone e dei rapporti reali?
  • Perché risultano poco significativi nel rappresentare il patto di alleanza tra azienda e persone e tra le persone fra di loro?

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Il processo di apprendimento

Dedichiamo questo basic(*) al processo di apprendimento ed alle sue varie fasi.
Questa breve analisi ci serve per spiegare il senso di alcune pratiche formative di carattere comportamentale, che si basano sull’acquisizione della capacità di osservare i propri comportamenti da una posizione percettiva esterna, in modo da poterli valutare in maniera consapevole.
Proprio questa valutazione riporta l’attenzione su processi che normalmente vengono svolti in maniera inconsapevole. A questo punto è possibile innestare un nuovo apprendimento, che poi l’esercizio riporterà a livello di competenza inconsapevole.

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Questione di comunicazione…

Ieri sono tornato da un viaggio in Marocco e, arrivato a Malpensa, una volta scesi dall’aereo, i passeggeri sono stati sottoposti ad un controllo del bagaglio a mano ed al metal detector.

Il controllo è stato effettuato in maniera alquanto approssimativa: nonostante il metal detector suonasse spesso, molte persone venivano mandate comunque avanti senza ulteriori controlli.

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Public speaking: Toastmaster International

Il metodo con cui tengo i corsi di tecniche di presentazione e di public speaking si basa su un buon numero di esercitazioni, in modo che ciascuno possa sperimentare, almeno per alcune strategie ed alcune tecniche, il passaggio dal sapere al saper fare (e, magari, al saper essere).
Le occasioni di praticare, però, non bastano mai.

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Problem solving e prevenzione

Nel sul libro “Il cigno neroNassim Nicholas Taleb dedica un passaggio molto interessante a quella che egli definisce “un nuovo tipo di ingratitudine”.

    [...] Ma esistono eroi ancora più bistrattati, ossia la tristissima categoria di coloro dei quali non sappiamo che furono eroi, che ci hanno salvato la vita, che ci hanno aiutato a evitare catastrofi. Tali personaggi non hanno lasciato traccia e non erano neanche consapevoli del loro contributo. Ricordiamo i martiri che sono morti per cause che conosciamo, mai quelli che hanno fornito un apporto altrettanto importante a cause di cui non siamo venuti a conoscenza proprio perché hanno avuto successo. La nostra ingratitudine verso i poeti maledetti non è niente rispetto a questo tipo di irriconoscenza. Questa tipologia di ingratitudine è molto più crudele: l’eroe silenzioso si sente inutile.

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Pixar: della creatività

Chi ha seguito le mie sessioni formative sa che mi capita spesso di raccontare storie tratte dai film di animazione, specialmente di quelli prodotti da Pixar.
Mercoledì sera ho accompagnato moglie e figlie (o loro hanno accompagnato me?) alla proiezione di WALL-E.
Mi è parso un capolavoro. I primo 45 minuti (nei quali non viene pronunciata una parola, se non i nomi dei due protagonisti) sono da antologia.
E mentre tornavo a casa mi sono ricordato che HBR Italia, proprio nel numero in edicola in questi giorni, riporta un articolo di Ed Catmull, co-fondatore e presidente di Pixar.

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