The ten habits of high effective trainers

In questo post vi ho chiesto i vostri suggerimenti per delineare le caratteristiche di un formatore eccellente.
I contributi sono stati davvero profondi.
Ecco le caratteristiche che ne ho tratto (alla fine sono dieci). Naturalmente, se qualcosa è ancora da aggiungere o modificare, ogni ulteriore commento è il benvenuto.

Caratteristiche di un formatore efficace

  1. Integrità e congruenza.
    Senza queste caratteristiche qualsiasi azione formativa incontra ostacoli insormontabili in termini di resistenza al cambiamento.
    E credo che di questa integrità faccia parte anche la convinzione che ogni persona e organizzazione possiede e porta con sè le risorse di cui ha bisogno per realizzare il meglio di sè.
  2. Capacità di creare dei percorsi di crescita
    L’azione formativa non si esaurisce nel momento dell’esperienza formativa.
    Un formatore efficace crea un vero e proprio “ambiente di apprendimento” disponibile nel tempo.
  3. Capacità di coinvolgere sia a livello cognitivo che a livello emotivo
    Le teorie sul cambiamento insegnano che quando il cambiamento deve avvenire a livelli di pensiero elevati (valori e convinzioni, identità, livello spirituale), la comunicazione non può esimersi dal toccare aspetti emotivi e dall’utilizzare strumenti adeguati (simboli, metafore, storie).
  4. Capacità di “tagliare l’abito su misura”, di personalizzare e contestualizzare i contenuti
    In questo senso, il formatore efficace è più interessato alle persone che alle slide, alle case histories, agli esercizi.
    E sa raccogliere e valutare il feedback.
  5. Ha in mente un obiettivo chiaro nel fare formazione.
    E questo obiettivo è espresso in termini di cambiamento atteso negli allievi.
  6. È flessibile.
    Non proietta il suo stile formativo, ma agisce sulla base dei diversi stili di apprendimento.
  7. Gestisce con equilibrio le leve dell’orientamento al compito e quelle dell’orientamento alla relazione, sulla base dell’obiettivo e della tipologia di aula che si trova di fronte.
  8. Sa costruire e gestire alleanze in modo da neutralizzare i “seminar killer”
  9. Sa convivere con le zone grigie e gestire la complessità.
    Non ragiona per ricette e non teme di affrontare le inevitabili complessità che un gruppo o un’organizzazione si trovano ad affrontare.
  10. Sa indirizzare ciò che accade durante un processo formativo per i propri obiettivi.
    Accoglie ogni accadimento come una risorsa da sfruttare piuttosto che come un problema da debellare.

Che ne dite?
C’è qualcosa aggiungere, togliere, modificare?

Grazie ancora a tutti per il vostro contributo.


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