Archivio | ottobre, 2008

Passaggio generazionale e identità aziendale

Riflessioni di un dottore commercialista, il blog di Andrea Panato, ha pubblicato un mio guest post sul tema del passaggio generazionale.

La tesi che ho sviluppato ha a che vedere con il fatto il passaggio generazionale vede tre protagonisti: il leader attuale, il leader futuro e l’organizzazione.
Mentre si dedicano molte energie ai primi due, molte meno ne vengono spese per preparare l’organizzazione.
E spesso l’identità dell’organizzazione stessa non è adeguata e pronta.
Per questo un passaggio generazionale efficace dovrebbe, tra i suoi tasselli, prevedere anche un lavoro sull’identità dell’azienda, recidendo il cordone ombelicale che la lega alla figura del fondatore.

Questo è il link dell’articolo.

Comunicare una decisione difficile

John Baldoni, nel suo blog su Harvard Business Publishing, prende ad esempio il modo con cui Colin Powell ha comunicato il suo appoggio a Barak Obama per mostrare come un leader dovrebbe comunicare una decisione difficile.
Powell ha usato nell’occasione, secondo Baldoni, tutte le sue capacità di persuasore per illustrare il contesto e le ragioni della sua decisione.

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Obiezioni: l’importante è l’intenzione

A proposito di gestione delle obiezioni, una delle esercitazioni più istruttive che chi partecipa ai miei corsi sul public speaking deve affrontare è proprio quella in cui gli altri partecipanti hanno l’incarico di “rompere le uova nel paniere” al relatore.

In questo modo, partendo dall’esperienza diretta, i partecipanti estraggono le stategie più efficaci per la gestione dei seminar killer, sui quattro fronti indicati nel post già citato.
La cosa su cui insisto di più è la prima domanda che ci si deve porre di fronte ad un’obiezione: “Quali sono le intenzioni di chi obietta?” o, entrando più nel dettaglio

Si tratta di un’obiezione di carattere contenutistico o relazionale?

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Leader senza scrupoli

Su Job24 (Il Sole 24 ore) di oggi, un’intervista a Pier Luigi Celli circa il suo ultimo libro: Comandare è fottere.
Ecco come riassume il suo pamphlet:

    In soldoni è un po’ un’avvertenza per le nuove generazioni. Guardiamoci negli occhi. Nella maggior parte dei casi, “fare carriera” vuol dire travolgere gli altri e non curarsi di loro. Bisogna stare attenti a voler fare carriera a tutti i costi, pagando prezzi molto elevati. Rischi di arrivare a fare un esame di coscienza, un punto della situazione dove capisci che, a forza di fregare gli altri, ti sei rovinato con le tue stesse mani. Qualche volta bisognerebbe avere il coraggio di fare ammenda…

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Corso Time Management

Permettetemi un piccolo spot: Mindpoint organizza per il 14 e 15 novembre prossimi un corso aperto al pubblico.
Il titolo è “Time management. Come valorizzare al meglio il proprio tempo e le proprie risorse“.
La location è davvero bella e particolare: il Museo Mille Miglia di Brescia.
Il docente sono io…

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Leadership e intelligenza sociale

Sul numero di ottobre di HBR Italia, un articolo di Daniel Goleman e Richard Boyatzis mette in primo piano l’importanza dell’intelligenza sociale per lo sviluppo di un esercizio efficace della leadership.
Partendo dalle scoperte più recenti delle neuroscienze (neuroni specchio, cellule a fuso, oscillatori), gli autori sostengono che l’intelligenza sociale sia un insieme complesso (e non facilmente assimilabile) di competenze relazionali e interpersonali costruite all’interno di specifici circuiti neurali.

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Giovanna D’Alessio presidente di ICF (International Coach Federation)

Sapevo dell’elezione di Giovanna D’Alessio alla presidenza di ICF (International Coach Federation), la maggior federazione mondiale di coach.
Mi ha fatto molto piacere, però, vedere un’intera pagina di Job24 (Il sole 24 ore) dedicata a questo tema, con un’ampia intervista.

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Big Five

Continuo con la serie Basics, che vedo essere gradita da molti lettori (i post in genere suscitano pochi commenti, visto che sono di carattere più dichiarativo che interlocutorio, ma sono davvero molto letti).

Qui si parla del Modello Big Five.

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Maestro unico

In una lettera a Aldo Carboni su Il sole 24 ore di ieri, un lettore ha chiesto lumi circa l’introduzione del maestro unico, esprimendo le proprie perplessità:

    Sento dire che il maestro unico risponderebbe ad un’esigenza peagogica, poiché i bambini avrebbero bisogno di un punto di riferimento preciso. Può darsi; ma se capita un cattivo punto di riferimento? Io vorrei avere avuto più di un maestro in prima elementare; perlomeno ci sarebbe stata la possibilità che uno mi avesse lasciato un buon ricordo.

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Obiettivi ben formati

Un nuovo basic, che questa volta ha a che vedere con il goal setting, più precisamente con il tema degli obiettivi ben formati.

Obiettivi S.M.A.R.T.

Le teorie sulla costruzione di obiettivi ben formati sono parecchie.
La più famosa è quella secondo cui gli obiettivi che poniamo a noi stessi o ad altri dovrebbero essere “S.M.A.R.T.“.

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