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	<title>Commenti a: I &#8220;Sì&#8221; che preoccupano i leader</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/i-si-che-preoccupano-i-leader.html/comment-page-1#comment-303</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 07:52:31 +0000</pubDate>
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		<description>@ Silvia
Sono d&#039;accordo che la base di un esercizio efficace della leadership sia il non essere vittima delle proprie insicurezze (il che non significa non averne...). Meno d&#039;accordo, invece, sulla generalizzazione. Nella mia esperienza, ho conosciuto numerosi capi che si mettono in discussione, si formano, si mettono in gioco...
@ Domenico
Interessante. Credo che qualunque &quot;ricetta&quot; sulla leadership debba tenere conto del ciclo di vita del gruppo. Le leve della partecipazione o dell&#039;efficienza devono essere calibrate sulla base della fase di vita del gruppo e sulla capacità / disponibilità delle persone ad assumere responsabilità.
Accade in alcune fasi, infatti, che un leader che tende a coinvolgere le persone venga percepito come una persona primariamente interessata a vivere in armonia con gli altri e ad essere considerata “una brava persona”, restia a rischiare di
rompere i rapporti per eseguire un compito, oppure come un leader non impegnato, passivo, a cui importa poco del compito da eseguire, non competente.
Se, invece, il gruppo è sufficientemente maturo, il leader viene percepito come persona che permette appropriatamente ai subordinati di decidere in che modo debba essere eseguito un compito e che svolge solo un ruolo secondario nella loro interazione sociale.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Silvia<br />
Sono d&#8217;accordo che la base di un esercizio efficace della leadership sia il non essere vittima delle proprie insicurezze (il che non significa non averne&#8230;). Meno d&#8217;accordo, invece, sulla generalizzazione. Nella mia esperienza, ho conosciuto numerosi capi che si mettono in discussione, si formano, si mettono in gioco&#8230;<br />
@ Domenico<br />
Interessante. Credo che qualunque &#8220;ricetta&#8221; sulla leadership debba tenere conto del ciclo di vita del gruppo. Le leve della partecipazione o dell&#8217;efficienza devono essere calibrate sulla base della fase di vita del gruppo e sulla capacità / disponibilità delle persone ad assumere responsabilità.<br />
Accade in alcune fasi, infatti, che un leader che tende a coinvolgere le persone venga percepito come una persona primariamente interessata a vivere in armonia con gli altri e ad essere considerata “una brava persona”, restia a rischiare di<br />
rompere i rapporti per eseguire un compito, oppure come un leader non impegnato, passivo, a cui importa poco del compito da eseguire, non competente.<br />
Se, invece, il gruppo è sufficientemente maturo, il leader viene percepito come persona che permette appropriatamente ai subordinati di decidere in che modo debba essere eseguito un compito e che svolge solo un ruolo secondario nella loro interazione sociale.</p>
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		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/i-si-che-preoccupano-i-leader.html/comment-page-1#comment-302</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 21:23:26 +0000</pubDate>
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		<description>Ciò che è successo a me è veramente singolare. Ho seguito inconsapevolmente i passi indicati da Roberto Michael nel coinvolgere le persone che lavorano con me come subordinati. Sapete cosa è successo? che dopo un pò di tempo nel reparto da me gestito giravano voci che il loro capo non è un grande esperto e che le decisioni importanti erano state prese dal reparto. In qualche modo è successo che si è sviluppata una dinamica di &#039;screditamento&#039; del leader, soprattutto all&#039;arrivo di nuovi attori sulla scena.
ciao
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che è successo a me è veramente singolare. Ho seguito inconsapevolmente i passi indicati da Roberto Michael nel coinvolgere le persone che lavorano con me come subordinati. Sapete cosa è successo? che dopo un pò di tempo nel reparto da me gestito giravano voci che il loro capo non è un grande esperto e che le decisioni importanti erano state prese dal reparto. In qualche modo è successo che si è sviluppata una dinamica di &#8216;screditamento&#8217; del leader, soprattutto all&#8217;arrivo di nuovi attori sulla scena.<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: silvia</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/i-si-che-preoccupano-i-leader.html/comment-page-1#comment-301</link>
		<dc:creator>silvia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 07:21:16 +0000</pubDate>
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		<description>Queste teorie le ho già sentite numerose volte, ma non le applica mai nessuno. io la mia teoria l&#039;ho esplicitata. i capi sono troppo narcisisti, ovvero sotto sotto insicuri, quindi mal volentieri vogliono mettersi in discussione. forse bramano tanto per il successo proprio perchè così gli altri debbono dirgli per forza di si. come si spiegherebbe altrimenti che personaggi come Falcone e Borsellino o Tommaso d&#039;Aquino e altri siano diventati eroi solo a posteriori ? i leader spesso si nutrono del successo.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Queste teorie le ho già sentite numerose volte, ma non le applica mai nessuno. io la mia teoria l&#8217;ho esplicitata. i capi sono troppo narcisisti, ovvero sotto sotto insicuri, quindi mal volentieri vogliono mettersi in discussione. forse bramano tanto per il successo proprio perchè così gli altri debbono dirgli per forza di si. come si spiegherebbe altrimenti che personaggi come Falcone e Borsellino o Tommaso d&#8217;Aquino e altri siano diventati eroi solo a posteriori ? i leader spesso si nutrono del successo.</p>
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