Durante i corsi sul public speaking, la comunicazione in pubblico e le tecniche di presentazione mi capita spesso di sottolineare l'importanza della metacomunicazione.
I migliori comunicatori che conosco, infatti, mi pare siano (quasi paradossalmente) più bravi nel gestire la metacomunicazione rispetto alla stessa comunicazione.
Innanzitutto, per metacomunicazione intendo la "comunicazione sulla comunicazione", vale a dire tutti quelle espressioni che hanno come obiettivo la creazione di una cornice di riferimento attorno alla situazione comunicativa, dettandone (in maniera più o meno esplicita) regole di interazione, regole di interpretazione, linee guida, aspettative.
In questo senso, è molto importante dedicare tempo ed energie per metacomunicare, e farlo in maniera strategica, tenendo sempre ben presenti gli obiettivi della presentazione.
In questo modo si contribuisce fortemente a costruire il contesto e la cornice entro la quale verranno gestite tutte le interazioni successive.
Un esempio: quando mi capita di tenere delle giornate formative in gruppi costituiti da persone provenienti dalla stessa azienda, e l'aula stessa si trova nell'azienda, di solito inizio la mia presentazione con la frase "Benvenute e benvenuti a questo corso di formazione". L'obiettivo della mia metacomunicazione, in questo caso, è quello di chiarire il mio ruolo di "padrone di casa", e di definire, quindi, la cornice dei processi comunicativi, che le circostanze potrebbero rendere confusa o disfunzionale rispetto ai miei obiettivi.
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