Durante i corsi sul public speaking, la comunicazione in pubblico e le tecniche di presentazione mi capita spesso di sottolineare l'importanza della metacomunicazione.
I migliori comunicatori che conosco, infatti, mi pare siano (quasi paradossalmente) più bravi nel gestire la metacomunicazione rispetto alla stessa comunicazione.
Innanzitutto, per metacomunicazione intendo la "comunicazione sulla comunicazione", vale a dire tutti quelle espressioni che hanno come obiettivo la creazione di una cornice di riferimento attorno alla situazione comunicativa, dettandone (in maniera più o meno esplicita) regole di interazione, regole di interpretazione, linee guida, aspettative.
In questo senso, è molto importante dedicare tempo ed energie per metacomunicare, e farlo in maniera strategica, tenendo sempre ben presenti gli obiettivi della presentazione.
In questo modo si contribuisce fortemente a costruire il contesto e la cornice entro la quale verranno gestite tutte le interazioni successive.
Un esempio: quando mi capita di tenere delle giornate formative in gruppi costituiti da persone provenienti dalla stessa azienda, e l'aula stessa si trova nell'azienda, di solito inizio la mia presentazione con la frase "Benvenute e benvenuti a questo corso di formazione". L'obiettivo della mia metacomunicazione, in questo caso, è quello di chiarire il mio ruolo di "padrone di casa", e di definire, quindi, la cornice dei processi comunicativi, che le circostanze potrebbero rendere confusa o disfunzionale rispetto ai miei obiettivi.
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Concordo sulla eminenza della metacomunicazione rispetto comunicazione stessa nella strategia di speaking.
Del resto i latini disquisendo attorno all'Ars oratoria, nella suddivisione del discorso in parti, sottolineavano l'importanza della captatio benevolentiae, il tentativo di accattivarsi il pubblico.
E l'autorevolezza dello speaker sta nel far "crescere" il proprio interlocutore e si declina in due asoetti: benevolenza e veracità.
Ruolo centrale è quello svolto dalla comunicazione paraverbale e da quella non verbale. D'impatto notevole è anche il silenzio, opportunamente posto (non opposto), tra le parole.
Luca grazie.
Il tema è la cifra dell'umanità in questo nostro tempo
:)
Grazie titti per il commento. Proprio durante l'ultimo corso sulle tecniche di presentazione ho condiviso con i partecipanti una riflessione sull'importanza della metacomunicazione anche per "prevenire" problemi legati a opposizione, obiezioni, domande insidiose.
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