<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Ci si inchina solo alle domande</title>
	<atom:link href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html</link>
	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 21:04:55 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Luca Baiguini</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-2200</link>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 15:22:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-2200</guid>
		<description>Grazie Michele per il commento.
Credo dobbiamo partire da un presupposto: che fare buone domande richiede almeno altrettanta preparazione, e rigore, e (diciamolo) sacrificio che dare buone risposte. E poi, presuppone la capacità di ascoltare e trarre il meglio dalle risposte, specie se si parla di educazione.
Ne parlo, in un certo senso, qui:
http://www.lucabaiguini.com/2010/09/modelli-christiansen.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Michele per il commento.<br />
Credo dobbiamo partire da un presupposto: che fare buone domande richiede almeno altrettanta preparazione, e rigore, e (diciamolo) sacrificio che dare buone risposte. E poi, presuppone la capacità di ascoltare e trarre il meglio dalle risposte, specie se si parla di educazione.<br />
Ne parlo, in un certo senso, qui:<br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/09/modelli-christiansen.html" rel="nofollow">http://www.lucabaiguini.com/2010/09/modelli-christiansen.html</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele reverdini</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-2153</link>
		<dc:creator>michele reverdini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 22:40:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-2153</guid>
		<description>abbiate l&#039;affetto di leggermi:
se un docente, nel 2000, afferma che Malta fa parte dell&#039;Italia, o che gli Egiziani hanno costruito le piramidi, o che una determinata operazione matematica fa &quot;all&#039;incirca&quot; così, il docente è un incompetente consapevole oppure un incompetente consapevole?
Quale formazione può così dare un docente a studenti universitari che seguono &quot;scienza della formazione&quot;?
Senza ombra di polemica &quot;politica&quot; o di controllo dell&#039;insegnamento. Solo l&#039;amore per un obiettivo trasferimento dei dati: mia figlia, domani,sarà, spero, l&#039;insegnante dei Vostri figli o nipoti: e se, magari, non avesse dei genitori che l&#039;aiutano a &quot;rettificare&quot; questi &quot;lapsus&quot;, che faremo?
Con apprensione e molte preoccupazioni ...
Cosa ne pensate, Luca e amici?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>abbiate l&#8217;affetto di leggermi:<br />
se un docente, nel 2000, afferma che Malta fa parte dell&#8217;Italia, o che gli Egiziani hanno costruito le piramidi, o che una determinata operazione matematica fa &#8220;all&#8217;incirca&#8221; così, il docente è un incompetente consapevole oppure un incompetente consapevole?<br />
Quale formazione può così dare un docente a studenti universitari che seguono &#8220;scienza della formazione&#8221;?<br />
Senza ombra di polemica &#8220;politica&#8221; o di controllo dell&#8217;insegnamento. Solo l&#8217;amore per un obiettivo trasferimento dei dati: mia figlia, domani,sarà, spero, l&#8217;insegnante dei Vostri figli o nipoti: e se, magari, non avesse dei genitori che l&#8217;aiutano a &#8220;rettificare&#8221; questi &#8220;lapsus&#8221;, che faremo?<br />
Con apprensione e molte preoccupazioni &#8230;<br />
Cosa ne pensate, Luca e amici?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Baiguini</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-2013</link>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 15:01:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-2013</guid>
		<description>Grazie Giulia, bellissimo commento.
Mi capita spesso di citare questa storia anche per dire che c&#039;è una forma di esercizio della leadership che ha a che vedere più con la creazione di un ambiente in cui &quot;ci si inchina alle domande&quot; piuttosto che un ambiente in cui l&#039;aspettativa è quella di ottenere sempre e comunque risposte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Giulia, bellissimo commento.<br />
Mi capita spesso di citare questa storia anche per dire che c&#8217;è una forma di esercizio della leadership che ha a che vedere più con la creazione di un ambiente in cui &#8220;ci si inchina alle domande&#8221; piuttosto che un ambiente in cui l&#8217;aspettativa è quella di ottenere sempre e comunque risposte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giulia cerrone</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-2012</link>
		<dc:creator>giulia cerrone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 14:11:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-2012</guid>
		<description>Perché davanti alle domande prevale la fretta di dare risposte, senza darsi il tempo di ascoltarle davvero? 
Intendo dire lasciare spazio a quel tanto di punto di vista differente che la domanda presuppone? 
Perché così frequentemente ci difendiamo dalle domande?
Perché nel cercare risposte ci concentriamo più sulla possibilità di trovare risposte nella nostra ottica, piuttosto che ac-cogliere lo sguardo differente?
Mi pare che ciò avvenga sia nelle situazioni di apprendimento (scuole e formazione)che nella vita quotidiana. 
La storia citata da Luca mi fa riflettere sulle dinamiche della comunicazione e soprattutto sull&#039;importanza e la necessità dell&#039;ascolto che l&#039;accoglienza delle domande presuppone, soprattutto quelle che maggiormente spiazzano. 
In fondo creare una situazione di interazione in cui le domande sono stimolate e valorizzate non è come creare spazio alla infinita possibilità delle differenze? Allargare gli orizzonti per tutti? 
  grazie a Luca per questa riflessione e bellissima la citazione di Dante</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché davanti alle domande prevale la fretta di dare risposte, senza darsi il tempo di ascoltarle davvero?<br />
Intendo dire lasciare spazio a quel tanto di punto di vista differente che la domanda presuppone?<br />
Perché così frequentemente ci difendiamo dalle domande?<br />
Perché nel cercare risposte ci concentriamo più sulla possibilità di trovare risposte nella nostra ottica, piuttosto che ac-cogliere lo sguardo differente?<br />
Mi pare che ciò avvenga sia nelle situazioni di apprendimento (scuole e formazione)che nella vita quotidiana.<br />
La storia citata da Luca mi fa riflettere sulle dinamiche della comunicazione e soprattutto sull&#8217;importanza e la necessità dell&#8217;ascolto che l&#8217;accoglienza delle domande presuppone, soprattutto quelle che maggiormente spiazzano.<br />
In fondo creare una situazione di interazione in cui le domande sono stimolate e valorizzate non è come creare spazio alla infinita possibilità delle differenze? Allargare gli orizzonti per tutti?<br />
  grazie a Luca per questa riflessione e bellissima la citazione di Dante</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Enrico Cerni</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-1674</link>
		<dc:creator>Enrico Cerni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 20:00:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-1674</guid>
		<description>“Già non attendere&#039; io tua dimanda, 
s&#039;io m&#039;intuassi, come tu t&#039;inmii”
 Dante, Paradiso, IX, versi 80-81.

Grazie mille, Luca. Attingerò a questa storia in una delle prossime lezioni. Sette secoli fa, durante un viaggio diventato poi famoso, ci si era già interrogati sulle domande. L&#039;unico modo per precederle è saltare nella testa degli interlocutori, creare intimità, realizzare la vera (vera!) em-pathia. Ossia - più poeticamente - diventare i nostri stessi interlocutori come essi diventano noi. A quel punto la domanda non si attenderà. Ma probabilmente, in ossequio agli inchini, verrà comunque posta. &quot;Intuarmi&quot; con il prossimo come il prossimo si &quot;immia&quot; in me. Bella sfida...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Già non attendere&#8217; io tua dimanda,<br />
s&#8217;io m&#8217;intuassi, come tu t&#8217;inmii”<br />
 Dante, Paradiso, IX, versi 80-81.</p>
<p>Grazie mille, Luca. Attingerò a questa storia in una delle prossime lezioni. Sette secoli fa, durante un viaggio diventato poi famoso, ci si era già interrogati sulle domande. L&#8217;unico modo per precederle è saltare nella testa degli interlocutori, creare intimità, realizzare la vera (vera!) em-pathia. Ossia &#8211; più poeticamente &#8211; diventare i nostri stessi interlocutori come essi diventano noi. A quel punto la domanda non si attenderà. Ma probabilmente, in ossequio agli inchini, verrà comunque posta. &#8220;Intuarmi&#8221; con il prossimo come il prossimo si &#8220;immia&#8221; in me. Bella sfida&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Baiguini</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-1399</link>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 09:04:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-1399</guid>
		<description>Sono d&#039;accordo, più la realtà è fluida e più le domande diventano importanti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo, più la realtà è fluida e più le domande diventano importanti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: entradentro</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-1398</link>
		<dc:creator>entradentro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 21:57:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-1398</guid>
		<description>ti ringrazio sinceramente e sono davvero costretto a rubartela la storiella per raccontarla al prossimo workshop. Sono certo dell&#039;utilità di porsi le domande giuste, soprattutto in un percorso di miglioramento personale, pittosto di fossilizzarsi su risposte destinate ad invecchiare in un mondo in continua evoluzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti ringrazio sinceramente e sono davvero costretto a rubartela la storiella per raccontarla al prossimo workshop. Sono certo dell&#8217;utilità di porsi le domande giuste, soprattutto in un percorso di miglioramento personale, pittosto di fossilizzarsi su risposte destinate ad invecchiare in un mondo in continua evoluzione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-16</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 16:54:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-16</guid>
		<description>Il commento di fradefra mi ricorda il processo di apprendimento che mi capita spesso di raccontare in aula, che avviene in quattro fasi:
1. Incompetenza inconsapevole: non si sa fare, e non ci si pone nemmeno il problema di acquisire un&#039;abilità perché non se ne conoscono l&#039;esistenza e/o l&#039;utilità.
Per esempio, un abitante di un villaggio sperduto dell&#039;Amazzonia con tutta probabilità non sa guidare un&#039;automobile, e nemmeno si pone il problema di imparare, visto che non sa che cosa sia un&#039;automobile.
2. Incompetenza consapevole: non si sa fare, ma si riconosce la necessità, o quantomeno l&#039;utilità, di imparare un&#039;abilità.
Non si è in grado di guidare un&#039;automobile, ma si sa che l&#039;automobile esiste e si ritiene utile o necessario imparare.
3. Competenza consapevole: si sa fare, ma soltanto in maniera cosciente e prestando attenzione al processo.
È la condizione del principiante, che deve &quot;pensare&quot; a ciò che sta facendo per riuscire a guidare, ed è completamente assorbito dal processo di guida
4. Competenza inconsapevole: si sa fare, ed il saper fare è ormai un automatismo che non richiede particolare concentrazione
Il guidatore provetto riesce a guidare e contemporaneamente è in grado di fare altre cose, perché la sua attenzione non è completamente concentrata sul processo di guida.
In questo senso, le esercitazioni (ma anche l&#039;interazione con il docente) anche in una formazione di carattere tecnico devono avere l&#039;obiettivo di facilitare il percorso attraverso queste fasi.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento di fradefra mi ricorda il processo di apprendimento che mi capita spesso di raccontare in aula, che avviene in quattro fasi:<br />
1. Incompetenza inconsapevole: non si sa fare, e non ci si pone nemmeno il problema di acquisire un&#8217;abilità perché non se ne conoscono l&#8217;esistenza e/o l&#8217;utilità.<br />
Per esempio, un abitante di un villaggio sperduto dell&#8217;Amazzonia con tutta probabilità non sa guidare un&#8217;automobile, e nemmeno si pone il problema di imparare, visto che non sa che cosa sia un&#8217;automobile.<br />
2. Incompetenza consapevole: non si sa fare, ma si riconosce la necessità, o quantomeno l&#8217;utilità, di imparare un&#8217;abilità.<br />
Non si è in grado di guidare un&#8217;automobile, ma si sa che l&#8217;automobile esiste e si ritiene utile o necessario imparare.<br />
3. Competenza consapevole: si sa fare, ma soltanto in maniera cosciente e prestando attenzione al processo.<br />
È la condizione del principiante, che deve &#8220;pensare&#8221; a ciò che sta facendo per riuscire a guidare, ed è completamente assorbito dal processo di guida<br />
4. Competenza inconsapevole: si sa fare, ed il saper fare è ormai un automatismo che non richiede particolare concentrazione<br />
Il guidatore provetto riesce a guidare e contemporaneamente è in grado di fare altre cose, perché la sua attenzione non è completamente concentrata sul processo di guida.<br />
In questo senso, le esercitazioni (ma anche l&#8217;interazione con il docente) anche in una formazione di carattere tecnico devono avere l&#8217;obiettivo di facilitare il percorso attraverso queste fasi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fradefra</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-15</link>
		<dc:creator>fradefra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 14:14:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-15</guid>
		<description>Scusate per il ritardo della mia risposta, ma solo rileggendo dopo parecchio tempo l&#039;ultimo commento di Luca, mi accorgo che mi aveva fatto una domanda.
In effetti nella formazione tecnica sicuramente ci sono alcune differenze. Ad esempio, le esercitazioni. La vera formazione tecnica che pretenda un minimo di autonomia acquisita da chi frequenta un corso, implica la possibilità di fare un esercizio, qualche prova, ecc. ecc. Diversamente, si tratta solo di nozionismo, cosa che può essere importante, ma ovviamente è cosa diversa.
Quando mi occupavo di formazione preminentemente tecnica, analisi, progettazione, programmazione, amministrazione di reti e database, ovviamente si ha un flusso Docente --&gt; Allievo decisamente alto. L&#039;allievo viene in aula principalmente per sentirsi dire, raccontare, quasi investire. Potrebbe a volte restarci male, se avesse la sensazione che invece qualcuno sta chiedendo a lui (a torto o ragione, non importa).
In questi corsi mi sforzavo sempre di sviluppare l&#039;interazione, preoccupandomi sempre che ci fosse una chiara sensazione di spostamento di conoscenza Docente / Allievo molto alta, nel verso giusto. Sbagliando questa parte, anche a fronte di ottima formazione, gli allievi restavano scontenti.
Premetto che non mi occupo più di formazione tecnica da quasi dieci anni, quindi non so come siano i nuovi allievi/tecnici e cosa si aspettino. Magari un giorno vado a seguire un corso anche io :)
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate per il ritardo della mia risposta, ma solo rileggendo dopo parecchio tempo l&#8217;ultimo commento di Luca, mi accorgo che mi aveva fatto una domanda.<br />
In effetti nella formazione tecnica sicuramente ci sono alcune differenze. Ad esempio, le esercitazioni. La vera formazione tecnica che pretenda un minimo di autonomia acquisita da chi frequenta un corso, implica la possibilità di fare un esercizio, qualche prova, ecc. ecc. Diversamente, si tratta solo di nozionismo, cosa che può essere importante, ma ovviamente è cosa diversa.<br />
Quando mi occupavo di formazione preminentemente tecnica, analisi, progettazione, programmazione, amministrazione di reti e database, ovviamente si ha un flusso Docente &#8211;> Allievo decisamente alto. L&#8217;allievo viene in aula principalmente per sentirsi dire, raccontare, quasi investire. Potrebbe a volte restarci male, se avesse la sensazione che invece qualcuno sta chiedendo a lui (a torto o ragione, non importa).<br />
In questi corsi mi sforzavo sempre di sviluppare l&#8217;interazione, preoccupandomi sempre che ci fosse una chiara sensazione di spostamento di conoscenza Docente / Allievo molto alta, nel verso giusto. Sbagliando questa parte, anche a fronte di ottima formazione, gli allievi restavano scontenti.<br />
Premetto che non mi occupo più di formazione tecnica da quasi dieci anni, quindi non so come siano i nuovi allievi/tecnici e cosa si aspettino. Magari un giorno vado a seguire un corso anche io <img src='http://www.lucabaiguini.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Baiguini</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html/comment-page-1#comment-14</link>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 08:08:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=7#comment-14</guid>
		<description>Grazie a tutti per i commenti, e benvenuti!Dal punto di vista del docente, credo ci siano due modi di fare formazione:- uno è quello di fare di tutto per &quot;scaricare&quot; sugli altri la conoscenza del docente- l&#039;altro è quello di creare uno &quot;spazio di pensabilità&quot; rispetto ai temi trattati, nel quale costruire una conoscenza socializzata.Nel caso della formazione comportamentale, di cui mi occupo io, se si agisce nel primo modo si è matematicamente certi di generare resistenze che poi è difficilissimo vincere. Non ho esperienza, invece, di formazione tecnica.Come funziona? (sicuramente fradefra ne sa più di me).@fradefra: presumo di poter pagare il debito in generi alimentari tipici... ;)
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per i commenti, e benvenuti!Dal punto di vista del docente, credo ci siano due modi di fare formazione:- uno è quello di fare di tutto per &quot;scaricare&quot; sugli altri la conoscenza del docente- l&#8217;altro è quello di creare uno &quot;spazio di pensabilità&quot; rispetto ai temi trattati, nel quale costruire una conoscenza socializzata.Nel caso della formazione comportamentale, di cui mi occupo io, se si agisce nel primo modo si è matematicamente certi di generare resistenze che poi è difficilissimo vincere. Non ho esperienza, invece, di formazione tecnica.Come funziona? (sicuramente fradefra ne sa più di me).@fradefra: presumo di poter pagare il debito in generi alimentari tipici&#8230; <img src='http://www.lucabaiguini.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/13 queries in 0.008 seconds using memcached
Object Caching 418/419 objects using memcached

Served from: www.lucabaiguini.com @ 2012-02-09 12:28:46 -->
