La solitudine del leader

Giovedì, una interessante sessione formativa con i ragazzi e le ragazze di Aiesec Pavia.
Si è parlato di teamwork, team management, team building (le slides sono a fondo post).
In realtà, essendo l'intervento basato su un gioco di simulazione, io ho parlato poco. Molto hanno fatto i partecipanti.
Il gioco simulava un teamwork con un compito preciso ed alcuni vincoli: il più rilevante era il fatto che tutti i giocatori erano bendati.
Una cosa interessante: ad un certo punto del gioco, uno dei giocatori è stato "sbendato" per alcuni secondi. I suoi colleghi sono stati informati del fatto. Naturalmente a questo punto quel giocatore non ha potuto esimersi dall'assumere un ruolo di leadership, visto che possedeva informazioni esclusive e preziose per il raggiugimento dell'obiettivo.
Una volta ribendato, però, il giocatore non è stato in grado di dare un apporto positivo dal punto di vista del compito (il gioco è stato ripetuto con due gruppi diversi: per uno dei due gruppi addirittura quello che era parso un aiuto si è rivelato in realtà un ostacolo), ed anche dal punto di vista degli equilibri relazionali si è creato un certo sconquasso.
Al punto che entrambi i giocatori (uno per gruppo) che si erano visti rimuovere il vincolo della cecità, durante il debriefing hanno sottolineato come, forse, "sarebbe stato meglio non sapere".

Esperienza interessante, mi pare....

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2 Commenti

Sicuramente un'esperienza interessante, sono uno dei ragazzi che ha avuto la fortuna di pertecipare a questa sessione come osservatore esterno. Pertanto, ho potuto avere una visione diversa, forse più globale dei vari processi che si sono instaurati all'interno dei gruppi. Nel debriefing sono emersi spunti importanti, dei quali non conoscevo l'esistenza. Ciò che mi ha particolarmente colpito è il ruolo dei vincoli che non sempre sono un qualcosa di negativo, anzi possono diventare dei punti di forza. Altro fattore interessante, riguarda il sapere, spesso chi posside informazioni prorpio per il fatto che riesce a vedere quel che altri non vedono, si tova in una posizione di vantaggio difficile da sfruttare. La difficoltà risiede nel fatto che è difficile trasmettere un messaggio a chi fino a quel momento ha riferimenti e una visione (non visione) diversa. A una settimana di distanza ho notato che molti dei punti emersi fanno parte della vita quotidiana, dai rapporti con le persone al modo di affrontare determinate situazioni, solo ora però, riesco ad essere un po'più consapevole delle dinamiche che portano ad agire o non agire.

Massimiliano, grazie per il tuo commento.In effetti, l'agire la formazione come abbiamo fatto noi nel contesto di quel seminario porta a contestualizzare in seguito in maniera spesso spontanea l'apprendimento. Mi compiaccio che anche tu abbia fatto esperienza di questo processo. L'aula di Aiesec, poi, come già vi dicevo, è stata davvero stimolante. Siete andati molto a fondo nell'individuare scenari e strategie. Spero proprio ci saranno altre occasioni d'incontro.

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