Su Finzioni, di J. L. Borges, un racconto.
Bellissimo.
Si chiama "La biblioteca di Babele".
E' un luogo in cui, in un numero indefinito, e forse infinito, di stanze sta racchiuso, già scritto dentro a pagine di libri, tutto ciò che è possibile scrivere.
Da queste premesse incontrovertibili dedusse che la Biblioteca è totale, e che i suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici (numero, anche se vastissimo, non infinito) cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue. Tutto: la storia minuziosa dell'avvenire, le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo autentico, l'evangelo gnostico di Basilide, il commento di questo evangelo, il commento del commento di questo evangelo, il resoconto verdico della tua morte, la traduzione di ogni libro in tutte le lingue, le interpolazioni di ogni libro in tutti i libri.
E, naturalmente, questo post. E le migliaia di varianti di questo post, che diferiscono per una sola lettera, o per una virgola da questo post. Compresa la variante senza il refuso che il lettore attento avrà notato nel periodo precedente, che non mi do briga di correggere, chè tanto la Biblioteca ne conserva la correzione. E la confutazione di quanto qui sta scritto, e la confutazione della confutazione. E tutti i commenti che vorrete lasciare. Anch'essi, tutti, già scritti nella Biblioteca di Babele...
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