La Grande Muraglia

Mi piace Baricco. L’ho già scritto altre volte.
Ho letto “I Barbari“: interessante.
Un passaggio mi ha ricordato un post di qualche tempo fa, in cui ho citato un altro dei suoi libri.
Eccolo:

Lo voglio dire nel modo più semplice. Qualsiasi cosa stia accadendo, quando abbiamo percepito la spina nel fianco di una qualche razzìa, la mossa che abbiamo scelto di fare è stata alzare una Grande Muraglia. Apparentemente lo abbiamo fatto per difenderci. E siamo tuttora convinti in buona fede che sia per quello. E celebriamo il domestico eroismo di chi la difende ogni giorno, e di chi la costruisce, ottusamente, per migliaia di chilometri. Neanche la constatazione, facile, che quel muro non ha minimamente ridotto le razzìe, ci fa cambiare idea. Continuiamo a perdere pezzi, eppure il grottesco spettacolo di eleganti ingegneri affaticati dietro alla costruizione del muro continua a sembrarci lodevole. Ma la verità è che non stiamo difendendo un confine: lo stiamo inventando. Ci serve quel muro, ma non per tenere lontano quel che ci fa paura: per dargli un nome. Dove c’è quel muro, noi abbiamo una geografia che conosciamo, l’unica: noi di qua, e di là i barbari. Questa è una situazione che conosciamo. E’ una battaglia che sappiamo combattere. Al limite possiamo perderla, ma sapremo che abbiamo combattuto dalla parte giusta. Al limite possiamo perdere, ma non possiamo perderci. E allora avanti con la Grande Muraglia.

Sarà soltanto un’impressione, ma da qualche tempo mi pare di incontrare un sacco di confini inventati, difesi da eleganti, solide, fidate Grandi Muraglie che servono soltanto a farci sapere che stiamo combattendo dalla parte giusta.



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6 riposte a “La Grande Muraglia”

  1. Conoscevo delle persone che erano favorevoli al carcere duro,contro gli extracomunitari, alla pena di morte. Così mi fermavo a parlarci per capire un po’ meglio come stavano le cose. Gli raccontavo che i minorenni arrivano a commettere reati dopo avere passate di cotte e di crude, che gli extracomunitari spesso sono cooptati dalla criminalità organizzata e finiscono nei giri della prostituzione minorile, che alla pena di morte spesso ci è andata gente innocente. Ho insinuato dubbi !?. un po’ mi davano ragione ma poi ritornavano alle loro convinzioni. I muri non li avevo buttati giù,! Allora mi sono fatta l’idea che le persone alle volte sono fragili, profondamente insicure, e più lo sono, più i muri sono alti.P.S. ahhh ce l’hai fatta a farti vivo! non riuscivo a capire che ti era successo. Ciao silvia

  2. Vorrei esprimere un desiderio.:-) scherzo.mi piacerebbe che tu approfondissi due temi, se vuoi: l’amicizia e la simpatia. sul primo ho scritto un post il 21 maggio, guerre stellari, e il 5 maggio. sulla simpatia ne ho scritto uno il 15 maggio. mi piacerebbe confrontarmi con te. quell’amicizia che c’è in guerre stellari perchè mi sembra così speciale ? beh ciao grazie. silvia

  3. Luca Baiguini 25. mag, 2007 at 09:59

    Grazie per gli stimoli.In questi giorni passo parecchio tempo in viaggio, tra auto ed aerei… approfitto per pensarci.

  4. O.K., :-)

  5. Il problema è che l’Italia di oggi propaganda gli erettori di muri come difensori della nostra insicurezza. E’ giusto combattere chi lavora solo per elevare muri su muri? Elevare, quindi, muri a nostra volta?

  6. @ Graziano
    Già, è molto più semplice, in una società polverizzata, creare consenso “contro” piuttosto che consenso “per”.
    In questo senso, Obama, però, ha lanciato un messaggio forte e chiaro… sarebbe stato facile per lui basare il suo successo sull’essere l’anti-Bush. Invece lo ha fatto soltanto in maniera molto parziale.
    Ammirando il teatrino della politica italiana di questi giorni, però, mi pare che la lezione non sia passata.

 

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