Leggenda metropolitana...

 

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In "The fact & the book", semplicemente, vengono accostati un fatto ed un libro. O, almeno, alcune righe di un libro. Per stimolare la riflessione e, per chi lo desidera, il dibattito. Potete commentare, oppure aggiungere altri fatti a questo libro, o altri libri a questo fatto...

The fact
Interno sera, cena tra amici e parenti. Qualcuno mi racconta la storia di una bambina, una mamma, un supermarket e delle zingare. Le ultime, dentro al penultimo, hanno cercato di rapire la prima approfittando di un attimo di distrazione della seconda. È successo ad un loro lontano parente due settimane or sono. Pochi secondi e la bambina era in bagno con le zingare, già rasata, cambiata, truccata e pronta per essere portata via. Per fortuna arrivano i nostri, chiudono tutte le uscite del supermarket e salvano la bambina.
Loro (chi me lo racconta) credono che sia vero.
Non lo è.
Si tratta di una leggenda metropolitana, che circola periodicamente su e giù per l’Europa e che, sembra, viene dagli Stati Uniti.

The book
“Sempre così affannati, e con lunghi arti che spesso agitano. E come sono poco rotondi, senza la maestosità delle forme compiute e sufficienti, ma con una piccola testa mobile nella quale pare si concentri tutta la loro strana vita. Arrivano scivolando sul mare, ma non nuotando, quasi fossero uccelli, e danno la morte con facilità e graziosa ferocia. Stanno a lungo in silenzio, ma poi tra loro gridano con furia improvvisa, con un groviglio di suoni che quasi non varia e ai quali manca la perfezione dei nostri suoni essenziali: richiamo, amore, pianto di lutto. E come dev’essere penoso il loro amarsi: e ispido, quasi brusco, immediato, senza una soffice coltre di grasso, favorito dalla loro natura filiforme che non prevede l’eroica difficoltà dell’unione né i magnifici e teneri sforzi per conseguirla.
Non amano l’acqua, e la temono, e non si capisce perché la frequentino. Anche loro vanno a branchi, ma non portano femmine, e si indovina che esse stanno altrove, ma sono sempre invisibili. A volte cantano, ma solo per sé, e il loro canto non è un richiamo ma una forma di struggente lamento. Si stancano presto, e quando cala la sera si distendono sulle piccole isole che li conducono e forse si addormentano o guardano la luna. Scivolano via in silenzio e si capisce che sono tristi”.

Una balena vede gli uomini
Tratto da “Donna di Porto Pim
di Antonio Tabucchi
Sellerio editore, 1983

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